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Un tratto distintivo del nostro tempo è la diffusa percezione di solitudine, smarrimento di significato e timore di scenari catastrofici: queste esperienze si collocano dentro trasformazioni socio-antropologiche e culturali complesse che attraversano la contemporaneità e che spesso si manifestano in forme specifiche di sofferenza psichica e di fragilità esistenziale.
Il Prof. Paolo Godani, filosofo e docente di Estetica presso l’Università di Macerata, ha analizzato in che modo le trasformazioni socio-antropologiche della modernità abbiano inciso sulla struttura psichica della società, dei gruppi culturali e dei singoli individui.
La Dott.ssa Angelita Volpe ha illustrato un lavoro clinico realizzato insieme all’équipe di una Comunità Terapeutica, evidenziando il percorso attraverso cui il gruppo dei professionisti ha operato per trasformarsi in una vera e propria “comunità curante” per i pazienti.
Dialogo intorno al numero 398/23 della prestigiosa Rivista di Filosofia “Aut Aut” dedicato a “La psichiatria e il futuro della Salute Mentale in Italia”.
Come si possono legare efficacemente gli atti tecnici specifici della professione al senso che gli stessi assumono in un contesto definito? Interrogarsi sull’epistemologia della propria disciplina è la strada che indica il Dott. Ierna all’interno del suo intervento.
Perdita dello specifico, massificazione, supermedicalizzazione, razzismo, neoliberismo. Il Dott. Di Vittorio concentra un denso insieme di temi delicati, ponendoci di fronte a un bivio storico da rileggere: psichiatria manicomiale o salute mentale?
È possibile pensare a un Servizio psichiatrico di diagnosi e cura con la porta aperta? Che incidenza può avere sulla vita quotidiana del luogo di cura? Il Dott. Colucci stimola la riflessione sul valore terapeutico di un atto tanto semplice quanto complesso.
Uno spazio di confronto sulla costruzione di differenti setting di cura capaci di accogliere e avviare processi trasformativi di cura e comprensione dei compiti evolutivi propri dell’adolescenza.
La Dott.ssa Carminati, chair del seminario, riprende alcuni passaggi dei preziosi interventi dei relatori prima di concedere la parola agli spettatori.
Il Dottor Garofalo delinea i contorni del dispositivo terapeutico a cui ha preso parte nel tentativo di approcciare la sofferenza correlata al blocco tra due stazioni del processo evolutivo: il puer e l’eroe.
Il Dottor Grazioli ci porta all’interno del titolo del seminario, articolando la metafora degli acrobati per pensare agli adolescenti e al processo di cura loro rivolto.
La Dott.ssa Livelli affronta un tema delicato: il rapporto tra lo psicologo libero professionista e le istituzioni pubbliche e del privato sociale. Che aria respira il terapeuta al loro interno?
Il delicato tema della diagnosi in psicoterapia a partire dalla necessità di definire il senso che essa assume nel percorso di cura del paziente sotto il profilo etico e deontologico.
Nel suo intervento, il Dottor Grenci ha fatto emergere una peculiarità Coirag nell’approccio alla diagnosi: l’attenzione al sistema di relazioni del paziente, poiché è ciò che ne ha costituito la gruppalità interna.
Durante il partecipato incontro, la Dott.ssa Galletti ha posto l’accento sull’importanza, all’interno del processo diagnostico, del legame tra terapeuta e paziente.
In apertura dei lavori, la Dott.ssa Fina ha ripreso e approfondito i tre punti cardine del seminario: tempo, etica e deontologia. Come si intersecano con la dimensione formativa alle professioni di cura?
Comprensione psicopatologica, aspettative riguardanti la relazione terapeutica, fallimenti, autodiagnosi e crisi paradigmatica delle nostre discipline. Questi sono solo alcuni dei temi su cui il Dott. Aprea ha incentrato i suoi contributi al seminario, dialogando con gli altri relatori e gli specializzandi.
Continua la riflessione transdisciplinare intorno al tema dello statuto epistemologico della psicoterapia psicoanalitica e le sue implicazioni per la metodologia della clinica analitico-gruppale: il Prof. Ruvolo e il Dott. Aprea hanno dialogato con la Prof.ssa Valentina Petrolini.
La Prof.ssa Petrolini ha esposto alcuni possibili approcci alla diagnosi, intersecandoli con la percezione valoriale, la dimensione temporale e altre variabili, portando esempi concreti.
Il Prof. Ruvolo offre una lettura del processo diagnostico alla luce del modello socio-culturale oggi dominante: il neoliberismo. Ampliando così l’orizzonte di senso con cui guardiamo a metodi, tecniche e teorie, come cambia la richiesta che le società portano alla psicologia?
Quando trasferiamo il campo terapeutico online, i nostri riferimenti teorici, epistemologici e tecnici possono permanere immutati nella loro consistenza semantica ed etica?
Nel suo intervento, il Prof. Corrado Pontalti declina il tema del seminario in tre punti di repere: “Usiamo gli stessi termini, ma rispetto a qualcosa che non ha più lo stesso significato”.
Il Prof. Gullo sottolinea l’importanza di confrontarsi con chi, come gli specializzandi, ha maturato un’esperienza diretta di terapia online.
Attraverso la presentazione di un caso clinico e la narrazione di pratiche di cura gruppoanalitiche sono state esplorate le potenzialità trasformative dei dispositivi clinici integrati capaci di attivare un campo di relazioni, fenomenologia gruppoanalitica
L’introduzione del Prof. Corrado Pontalti ha aperto sulla sfida, la necessità di comprendere e dare senso alle esperienze psicotiche, senza ancorarsi a semplificanti costrutti nosografici e riduzionismi biologici, nella responsabilità etica di prevenire le cronicizzazioni.
Il Dott. Gilberto Di Petta ha trasmesso la complessità dei mosaici fluidi delle psicosi, tratteggiandone le quattro strutture orientative.
Nicolò Terminio ha concluso tratteggiando in modo puntuale e approfondito le principali linee teorico-cliniche di approccio alle psicosi, anche attraverso le interviste fatte a diversi esponenti di Coirag che si sono occupati di psicosi.
Il Dott. Aprea introduce i lavori delle Giornate con la sua relazione dal titolo “Il fallimento terapeutico tra conoscenza, ignoranza e mistero”.
La Dott.ssa Koen porta i saluti istituzionali di Coirag, introduce il tema cardine delle Giornate, il confronto sull’errore all’interno della comunità Coirag, e gli obiettivi sottostanti: “La maggiore esplicitazione della matrice che ci accomuna e la tessitura dei suoi nodi snodati”.
La Prof.ssa Campaner interroga il fallimento terapeutico dal vertice osservativo della filosofia della scienza, con la relazione dal titolo: “La dimensione sociale nella costruzione della conoscenza: la scienza tra evidenze e valori”.
Introduzione i motivi che ci hanno spinto a dare vita a questo progetto e sugli argomenti su cui verrà incentrato il dibattito.
Il Dott. Battini spiega l’importanza di lavorare “nel” sociale e non solo “sul” sociale, che consiste nel mantenere una costanza e una vicinanza quando si lavora con gruppi sociali
La Prof.ssa Marzana introduce il tema della complessità di creare gruppi e reti sociali realmente integrate e funzionanti.
La Prof.ssa Olivetti Manoukian ci ricorda l’importanza dell’agire progettuale, in quanto miglior metodo per allestire dei contesti appropriati per interventi sociali e psicosociali efficaci.
La Dott.ssa Fina fa presente come i cambiamenti avvenuti nelle reti delle relazioni umane palesino una necessità da parte degli psicoterapeuti di ricreare gli elementi culturali, politici e sociali che sono venuti a mancare.
La Presidente Coirag, Silvana Koen,cita direttamente lo statuto, per ricordare i principi fondamentali a cui si attiene la nostra associazione in quanto comunità professionale.
“La testa ben fatta”: il pettine della complessità e i nodi epistemologici della psicoterapia e della formazione
“La testa ben fatta”: il pettine della complessità e i nodi epistemologici della psicoterapia e della formazione Il Dott. Aprea interviene, durante il pomeriggio della seconda giornata, con la relazione dal titolo: “Vertigini: vincoli contemporanei e possibilità inedite della formazione alla psicoterapia analitico-gruppale” Antonino Aprea, Preside della Scuola di Psicoterapia COIRAG, psicologo e psicoterapeuta, individuale e di gruppo, professore a contratto presso le Facoltà Universitarie di Psicologia Clinica e di Comunità e dello Sviluppo e dell’Educazione di Firenze
Intervento del prof. Mauro Ceruti, filosofo e teorico del pensiero complesso.
Intervento del Prof. Pontalti, già Presidente COIRAG e Preside della Scuola COIRAG.
Intervento della Prof.ssa Manoukian, psico-sociologa, fondatrice e socia dello Studio APS (Studio di Analisi Psico-Sociologica di Milano).
Sintesi dei temi emersi durante le sessioni precedenti da parte della Segreteria scientifica, nelle persone di Antonino Aprea, Corrado Pontalti e Silvana Koen. Segue l’intervento del prof. Mauro Ceruti, filosofo e teorico del pensiero complesso.
Intervento del dott. Antonino Aprea, Preside della Scuola Coirag, sui vincoli reali delle situazioni cliniche istituzionali di oggi.
Intervento del Prof. Corrado Pontalti, già Presidente Coirag e Preside della Scuola Coirag. Segue l’intervento della Prof.ssa Franca Olivetti Manoukian, psico-sociologa, esperta di formazione, consulenza e ricerca.
Intervento del prof. Mauro Ceruti a chiusura della terza e ultima giornata. In conclusione i ringraziamenti al Preside, Dott. Antonino Aprea, giunto alla fine del proprio mandato.